“Quando arriva la sera”, un affresco bizzarro e impietoso del mondo contemporaneo, che rompe gli schemi narrativi.

Tania Mainenti è una donna giovane e affascinante la cui esistenza si trascina grigia e malinconica tra frustrazioni sentimentali e lavorative. Un giorno, parlando col fratello, scopre un terribile segreto familiare che riguarda il padre, del quale è rimasta incredibilmente all’oscuro. Vorrebbe indagare a ritroso per capirne il senso e ricostruire la verità, ma si rende conto che ciò significa rischiare di demolire le certezze su cui ha basato la propria vita. Attorno a questa vicenda si intrecciano e sovrappongono le storie di altri personaggi, ognuno dei quali custodisce nel proprio animo un lato oscuro, inconfessato e inconfessabile. Ne risulta un grande affresco, bizzarro e impietoso, del mondo contemporaneo: la lotta per il potere in azienda, l’incubo della disoccupazione, la noia esistenziale, le vicende amorose, i resoconti eccessivi e ruffiani dei mass-media, questo e molto altro è messo in scena da una penna ironica e raffinata, con una scrittura che si distingue per la marcata originalità stilistica e un’esibita noncuranza degli attuali modelli narrativi.

È come trovarsi in punta di piedi sul bordo del nulla, solo per un attimo, per poi cercare subito un appiglio, il riparo di un tetto, delle cose note, degli affetti. Per non sentirsi perduti.

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